Articoli con tag AOSP

Ora potete provare la GSI ufficiale di Android Q su qualsiasi dispositivo con Project Treble (e bootloader sbloccato)

Google ha rilasciato la seconda beta di Android Q giusto ieri. Mentre però la versione pubblicata supporta solo le tre generazioni di Pixel, oggi BigG ha lanciato una GSI compatibile con qualsiasi dispositivo con Project Treble. Per la precisione questo vuol dire che tutti i telefoni commercializzati con Android Pie – e quindi con Project Treble – possono flashare l’immagine generica dell’ultima versione del robottino verde.

Chiariamo che c’è anche un secondo requisito che è aver sbloccato il bootloader. Ovviamente trattandosi di una GSI non è detto che tutti i componenti hardware del vostro telefono vengano riconosciuti, come per esempio il lettore di impronte integrato nel display (ma su questo leggete il prossimo paragrafo). Inoltre tutte le app che si affidano alle API SafeNet Attestation per verificare che il dispositivo non è stato manomesso non funzioneranno. Infine tenete presente che trattandosi di una versione beta tutti i bug notati finora sui Pixel saranno poi presenti anche sul vostro telefono. (altro…)

È inutile avere app troppo complesse nell’AOSP: Google dà una bella ripulita a Musica, Calendario e Calcolatrice (foto)

L’Android Open Source Project (AOSP) è vivo da ormai 10 anni, e Google ha sempre cercato di includere delle applicazioni base nelle build per tre motivazioni:

  1. Fornire un set di applicazioni completo per chi volesse sviluppare direttamente su AOSP
  2. Dare una dimostrazione ai nascenti sviluppatori di Android su come programmare una applicazione per la piattaforma
  3. Fornire degli strumenti con i quali gli sviluppatori potessero interagire tramite le API standard (parliamo, per esempio, degli Intents)
  4. (altro…)

Android diventa ancora più aperto e trasparente (per chi ne capisce di programmazione) (foto)

L’Android Open Source Project esiste ormai da più di 10 anni. Nel corso del tempo però sono state applicate delle restrizioni: vuoi per bisogni di business o per mantenere il segreto su nuove funzioni per consentire un lancio in grande stile, il codice non è stato sviluppato davanti a tutti.

Le cose però cambiano e grazie a Project Treble – le cui ripercussioni sull’ambiente del robottino verde sembrano sempre più positive col passare del tempo – il team di sviluppo di Android ha potuto testare GSI su un apprezzabile numero di dispositivi. Allo stesso tempo è stato più facile anche collaborare con i partner per risolvere bug e anomalie di vario tipo nell’AOSP. Come risultato più del 40% dei commit presenti nel repository nel terzo trimestre dell’anno è arrivato dalla filiera open source. (altro…)

Google “aspira” a collaborare con ricercatori e accademici per la sicurezza di Android a lungo termine

Di sicurezza non ce n’è mai abbastanza, soprattutto quando si parla di tecnologia. Per questo motivo Google sta moltiplicando gli sforzi per proteggere Android rafforzando la collaborazione con studiosi e ricercatori esterni. L’ultima iniziativa in questo senso è il programma ASPIRE ossia “Android Security and PrIvacy REsearch”.

La natura open source è una caratteristica intrinseca del robottino verde e permette di contribuire al miglioramento del sistema anche a soggetti esterni al team di Mountain View. Google infatti riconosce il contributo fornito nel tempo dal mondo accademico, ma è intenzionata ad aumentare i canali e facilitare i contatti su temi di sicurezza e privacy nel lungo periodo. (altro…)

Google è intenzionata a far provare Android Q a sviluppatori e utenti prima del rilascio nell’AOSP (foto)

Project Treble è stata una delle operazioni più interessanti avvenute nel reame del robottino verde negli ultimi tempi. Uno dei cardini del progetto è il fatto che ogni dispositivo compatibile con Treble deve essere in grado di far girare un’immagine generica di sistema (GSI), ossia una build pura di Android senza alcuna modifica o personalizzazione da parte di produttori e operatori.

Treble ha reso possibile tutto ciò proprio separando la parte di OS relativa al sistema da tutto il resto. Ora Google sembra intenzionata a sfruttare questa caratteristica per rendere disponibili a tutti le nuove versioni di Android prima che vengano rilasciate nell’AOSP. Questo vuol dire che Android Q potrebbe essere provato non soltanto da chi possiede un terminale incluso nel programma di beta testing, ma da chiunque abbia un dispositivo Android con Treble. (altro…)

Apex potrebbe essere l’ennesimo tentativo di Google di velocizzare gli aggiornamenti di Android

Riprendiamo volentieri uno spunto pubblicato qualche ora fa su Reddit in merito ad Apex: non il noto launcher Android (alle prese con i suoi problemi), bensì un potenziale nuovo sistema per velocizzare gli aggiornamenti dei dispositivi Android.

Dopo Project Treble, che ha separato il framework di Android dalle “vendor libraries” (ovvero i driver proprietari), in modo da poterli aggiornare indipendentemente l’uno dall’altro, Google sembra volersi ispirare a Magisk, con una nuova funzione chiamata appunto Apex. (altro…)

Android Q proteggerà il vostro udito evitando di far squillare il telefono vicino all’orecchio (foto)

Ogni nuova versione di Android porta con sé parecchie novità. Alcune vengono presentate in pompa magna durante il Google I/O, mentre altre, molte altre minori, passano inosservate. O meglio, passerebbero inosservate se non ci fosse qualcuno che andasse a scavare nel codice per scovarle. In questo i tipi di XDA sono cercatori instancabili e hanno appena scoperto un commit postato nell’AOSP per Android Q.

Si tratta di tenere basso il volume della suoneria nel caso in cui il telefono sia vicino all’orecchio. Una piccola accortezza che, soprattutto nel caso in cui abbiate l’abitudine di tenere alto il volume, vi potrebbe evitare fastidi. La funzione si attiverebbe in automatico usando il sensore di prossimità e quello per la forza gravitazionale per capire se il dispositivo è effettivamente vicino alla testa. (altro…)

Iniziamo a parlare di Android Q: in arrivo un avvertimento per le app che usano vecchie API (foto)

Morto un papa se ne fa un altro. E pubblicata una nuova versione di Android si passa a parlare della prossima. Anche se Android Pie ha appena iniziato a muovere i suoi primi timidissimi passi c’è già chi guarda avanti a quello che verrà: Android Q.

È notizia recente l’introduzione da parte di Google di una nuova policy per spingere gli sviluppatori a “modernizzare” le proprie app. A partire dal 1 agosto infatti tutte le app postate per la prima volta sul Play Store devono supportare almeno le API di livello 26 o superiore (cioè Android 8.0 in poi). Dal primo novembre la regola entrerà in vigore anche per tutte le altre. (altro…)

Sony v’insegna come creare ROM a base Android Pie per il proprio Xperia

Sony si dimostra, ancora una volta, una delle aziende più attente al mondo del modding e degli sviluppatori Android. Come già accaduto con la pubblicazione delle precedenti edizioni del robottino verde, anche in occasione dell’arrivo di Android 9 Pie il produttore nipponico si è fatto trovare pronto, rilasciando una nuova guida per la realizzazione di build per dispositivi Xperia basate sulla nuova versione del sistema a partire dal codice AOSP.

Ciò significa che è l’azienda stessa a fornire tutti gli strumenti software e le conoscenze necessarie per permettere ai propri clienti di costruire un firmware a base Pie, da poter far girare sul proprio smartphone Xperia in maniera rapida ed efficace. Per procedere alla realizzazione della ROM a partire dal codice sorgente AOSP avrete bisogno di un sistema Linux, dei software citati nella guida stessa e di un dispositivo con bootloader sbloccato sul quale installarla una volta pronta. (altro…)

Jeff Bailey è il nuovo capo della divisione AOSP di Google

Con una mossa a sorpresa, Google ha deciso di cambiare la guida della divisione AOSP, quella che si occupa dello sviluppo e della manutenzione del codice open source di Android. Il nuovo responsabile capo scelto dalla società di Mountain View risponde al nome di Jeff Bailey ed è stato ufficialmente annunciato con un post sul blog ufficiale della community.

Per chi non lo conoscesse, si tratta di una figura importante per il mondo dell’Open Source. Nella sua esperienza pluri-ventennale, Bailey ha avuto modo di lavorare su progetti di fondamentale importante per la community, tra i quali si possono citare anche Debian e Ubuntu. (altro…)

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