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Gli ingegneri Google parlano di Android P: come migliorare l’autonomia, tema scuro, gesture di navigazione e tanto altro

Vi ricordate l’Ask Me Anything in programma ieri su Reddit con protagonista il team di sviluppo di Android P? Ebbene, c’è stato, e questo è quanto di più rilevante emerso dal lungo botta e risposta.

  • Risparmio batteria: oltre alla funzioni proprie di Android, ciascun produttore implementa (se vuole) le sue, e questo può causare conflitti e malfunzionamenti. In Android P la nuova funzione Background Restrictions dovrebbe portare maggiore uniformità, ma al contempo il team di sviluppo ha anche dato delle indicazioni agli OEM, anche se seguirle o meno è compito loro.
  • Adaptive Battery: Android P ha un’ulteriore funzione di risparmio energetico che utilizza il machine learning per estendere la batteria in base al vostro uso del telefono. Il problema potrebbe essere che non c’è un modo di resettare manualmente quanto appreso dall’algoritmo, se per qualche motivo volessimo ripartire da zero, se non tramite un factory reset. Il team Android ha però rassicurato in merito, affermando che il modello di apprendimento è così rapido che un reset manuale non dovrebbe mai essere necessario.
  • Dark mode: per l’ennesima volta è stato ribadito che non c’è alcuna intenzione di sviluppare un tema scuro per Android. Il solo scopo del Dark Mode in Android P è quello di filtrare ulteriormente la luce blu.
  • Quick tiles: funzioneranno (finalmente) tutti come dei veri toggle. Ovvero, se premuti attiveranno o spegneranno la relativa funzione. Con una pressione prolungata potrete invece andare nelle impostazioni corrispondenti. In questo modo c’è più uniformità e coerenza. Di contro, toggle come il GPS potrebbero non essere graditi, perché a molti piaceva avere l’opzione per attivare la geolocalizzazione solo tramite rete e non via satellite.
  • Miglioramenti per l’interfaccia di condivisione: per quanto la condivisione su Android sia “potente”, è anche problematica. Spesso lenta a caricarsi, a volte non precisa al tocco, e con suggerimenti spesso sballati. Parte della causa è che le Direct Share API interrogano le app compatibili affinché queste forniscano un elenco dei più probabili “bersagli” di condivisione. Se però alcune di queste app rallentassero (o se ne aveste tante), tutto il menu rallenterà. Una soluzione potrebbe essere quella di raccogliere i dati necessari ad intervalli regolari, o comunque prima che l’utente prema sul menu di condivisione. Non è detto però che cambiamenti in merito arrivino con la prima release di Android P.
  • Nuove gesture di navigazione: lo scopo principale era rendere il menu multitasking rapidamente accessibile ovunque, alla stregua della tendina delle notifiche (si potrebbe obiettare che già lo era, anche se la gesture era diverse – NdR). Detto questo, il team non ignora il valore di una NavBar più piccola o di gesture meno complesse, e continuerà a testare novità in merito.
  • Rilasci annuali di nuove versioni di Android: il team è ormai convinto che sia questo il giusto ritmo da tenere, e non ci saranno cambiamenti prevedibili nel prossimo futuro.
  • (altro…)

Gli ingegneri Google parlano di Android P: come migliorare l’autonomia, tema scuro, gesture di navigazione e tanto altro

Vi ricordate l’Ask Me Anything in programma ieri su Reddit con protagonista il team di sviluppo di Android P? Ebbene, c’è stato, e questo è quanto di più rilevante emerso dal lungo botta e risposta.

  • Risparmio batteria: oltre alla funzioni proprie di Android, ciascun produttore implementa (se vuole) le sue, e questo può causare conflitti e malfunzionamenti. In Android P la nuova funzione Background Restrictions dovrebbe portare maggiore uniformità, ma al contempo il team di sviluppo ha anche dato delle indicazioni agli OEM, anche se seguirle o meno è compito loro.
  • Adaptive Battery: Android P ha un’ulteriore funzione di risparmio energetico che utilizza il machine learning per estendere la batteria in base al vostro uso del telefono. Il problema potrebbe essere che non c’è un modo di resettare manualmente quanto appreso dall’algoritmo, se per qualche motivo volessimo ripartire da zero, se non tramite un factory reset. Il team Android ha però rassicurato in merito, affermando che il modello di apprendimento è così rapido che un reset manuale non dovrebbe mai essere necessario.
  • Dark mode: per l’ennesima volta è stato ribadito che non c’è alcuna intenzione di sviluppare un tema scuro per Android. Il solo scopo del Dark Mode in Android P è quello di filtrare ulteriormente la luce blu.
  • Quick tiles: funzioneranno (finalmente) tutti come dei veri toggle. Ovvero, se premuti attiveranno o spegneranno la relativa funzione. Con una pressione prolungata potrete invece andare nelle impostazioni corrispondenti. In questo modo c’è più uniformità e coerenza. Di contro, toggle come il GPS potrebbero non essere graditi, perché a molti piaceva avere l’opzione per attivare la geolocalizzazione solo tramite rete e non via satellite.
  • Miglioramenti per l’interfaccia di condivisione: per quanto la condivisione su Android sia “potente”, è anche problematica. Spesso lenta a caricarsi, a volte non precisa al tocco, e con suggerimenti spesso sballati. Parte della causa è che le Direct Share API interrogano le app compatibili affinché queste forniscano un elenco dei più probabili “bersagli” di condivisione. Se però alcune di queste app rallentassero (o se ne aveste tante), tutto il menu rallenterà. Una soluzione potrebbe essere quella di raccogliere i dati necessari ad intervalli regolari, o comunque prima che l’utente prema sul menu di condivisione. Non è detto però che cambiamenti in merito arrivino con la prima release di Android P.
  • Nuove gesture di navigazione: lo scopo principale era rendere il menu multitasking rapidamente accessibile ovunque, alla stregua della tendina delle notifiche (si potrebbe obiettare che già lo era, anche se la gesture era diverse – NdR). Detto questo, il team non ignora il valore di una NavBar più piccola o di gesture meno complesse, e continuerà a testare novità in merito.
  • Rilasci annuali di nuove versioni di Android: il team è ormai convinto che sia questo il giusto ritmo da tenere, e non ci saranno cambiamenti prevedibili nel prossimo futuro.
  • (altro…)

Gli ingegneri Google parlano di Android P: come migliorare l’autonomia, tema scuro, gesture di navigazione e tanto altro

Vi ricordate l’Ask Me Anything in programma ieri su Reddit con protagonista il team di sviluppo di Android P? Ebbene, c’è stato, e questo è quanto di più rilevante emerso dal lungo botta e risposta.

  • Risparmio batteria: oltre alla funzioni proprie di Android, ciascun produttore implementa (se vuole) le sue, e questo può causare conflitti e malfunzionamenti. In Android P la nuova funzione Background Restrictions dovrebbe portare maggiore uniformità, ma al contempo il team di sviluppo ha anche dato delle indicazioni agli OEM, anche se seguirle o meno è compito loro.
  • Adaptive Battery: Android P ha un’ulteriore funzione di risparmio energetico che utilizza il machine learning per estendere la batteria in base al vostro uso del telefono. Il problema potrebbe essere che non c’è un modo di resettare manualmente quanto appreso dall’algoritmo, se per qualche motivo volessimo ripartire da zero, se non tramite un factory reset. Il team Android ha però rassicurato in merito, affermando che il modello di apprendimento è così rapido che un reset manuale non dovrebbe mai essere necessario.
  • Dark mode: per l’ennesima volta è stato ribadito che non c’è alcuna intenzione di sviluppare un tema scuro per Android. Il solo scopo del Dark Mode in Android P è quello di filtrare ulteriormente la luce blu.
  • Quick tiles: funzioneranno (finalmente) tutti come dei veri toggle. Ovvero, se premuti attiveranno o spegneranno la relativa funzione. Con una pressione prolungata potrete invece andare nelle impostazioni corrispondenti. In questo modo c’è più uniformità e coerenza. Di contro, toggle come il GPS potrebbero non essere graditi, perché a molti piaceva avere l’opzione per attivare la geolocalizzazione solo tramite rete e non via satellite.
  • Miglioramenti per l’interfaccia di condivisione: per quanto la condivisione su Android sia “potente”, è anche problematica. Spesso lenta a caricarsi, a volte non precisa al tocco, e con suggerimenti spesso sballati. Parte della causa è che le Direct Share API interrogano le app compatibili affinché queste forniscano un elenco dei più probabili “bersagli” di condivisione. Se però alcune di queste app rallentassero (o se ne aveste tante), tutto il menu rallenterà. Una soluzione potrebbe essere quella di raccogliere i dati necessari ad intervalli regolari, o comunque prima che l’utente prema sul menu di condivisione. Non è detto però che cambiamenti in merito arrivino con la prima release di Android P.
  • Nuove gesture di navigazione: lo scopo principale era rendere il menu multitasking rapidamente accessibile ovunque, alla stregua della tendina delle notifiche (si potrebbe obiettare che già lo era, anche se la gesture era diverse – NdR). Detto questo, il team non ignora il valore di una NavBar più piccola o di gesture meno complesse, e continuerà a testare novità in merito.
  • Rilasci annuali di nuove versioni di Android: il team è ormai convinto che sia questo il giusto ritmo da tenere, e non ci saranno cambiamenti prevedibili nel prossimo futuro.
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Aggiornate Swiftkey Beta per avere subito le emoji di Android P (download apk)

Microsoft ha rilasciato un nuovo aggiornamento per la versione beta della nota tastiera virtuale Swiftkey. Tra le novità c’è il supporto alle emoji di Android P, l’inserimento diretto di immagini in WeChat e soprattutto diverse migliorie per la lingua araba. Infine a chi scrive in inglese farà piacere sapere che “I’m” non verrà più corretto in “I”.

LEGGI ANCHE: Il futuro di Google Fuchsia secondo Bloomberg (altro…)

OnePlus 6: disponibile la DP3 di Android P Beta, ecco tutte le novità

La Developer Preview 3 di Android P arriva ufficialmente anche su OnePlus 6, dopo essere stata rilasciata già da qualche settimana sui Google Pixel e su altri dispositivi di terze parti. L’ultimo top gamma di OnePlus è infatti uno dei pochi a poter vantare il supporto in anteprima a questa nuova versione, che ormai si appresta sempre più al rilascio ufficiale.

Oltre a quelle già viste su altri dispositivi, la nuova Beta del sistema Google contiene piccole ed importanti novità specifiche per lo smartphone OnePlus, a cominciare dalle nuove patch di sicurezza aggiornate a luglio 2018 e alle ottimizzazioni per la fotocamera e la qualità delle immagini prodotte. (altro…)

Android P DP4 disponibile via OTA per Nokia 7 Plus (foto) (aggiornato: porting su Xiaomi Mi A1)

Come forse già saprete con l’avvento di Android P Google ha deciso di ampliare i dispositivi su cui è possibile installare la versioni di prova del robottino verde. È diventato così possibile per gli sviluppatori poter effettuare test anche su smartphone diversi da Nexus e Pixel. Nokia 7 Plus è tra gli “eletti” ed ha già ricevuto la seconda Developer Preview a fine giugno, ma da oggi è disponibile la DP 4 (Beta 3).

L’aggiornamento è disponibile via OTA agli iscritti al programma di testing (se siete interessati potete registrarvi sul sito Nokia). Prima di procedere però vi raccomandiamo di effettuare il backup visto che l’aggiornamento cancellerà tutti i dati utente. (altro…)

Huawei conferma il nome in codice di Android P

In una email di risposta ad un cliente, Huawei Polonia si è lasciata sfuggire un nome che avevamo già sentito in passato: Android Pistachio. Si tratta infatti del nome in codice di Android P (Pistachio Ice Cream, per la precisione), ipotizzato mesi fa da Bloomberg.

Due indizi non fanno una prova, ma in assenza di un contraddittorio prendiamo per buono che internamente Android 9 sia chiamato a questo modo. Non pensiamo però che questo possa essere il suo nome definitivo. Il pistacchio di per sé non è un dolce, ed anche declinandolo come gelato al pistacchio la cosa risulta forzata e ripetitiva (vedi Ice Cream Sandwich). (altro…)

Huawei Polonia rivela erroneamente quale sarà il nome di Android P

Che figuraccia per la divisione polacca di Huawei! In una delle loro mail hanno, per errore, nominato Android P rivelando che cosa significhi quella P.

(...)
Continua a leggere Huawei Polonia rivela erroneamente quale sarà il nome di Android P su Androidiani.Com


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Huawei Polonia rivela erroneamente quale sarà il nome di Android P

Che figuraccia per la divisione polacca di Huawei! In una delle loro mail hanno, per errore, nominato Android P rivelando che cosa significhi quella P.

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Che figuraccia per la divisione polacca di Huawei! In una delle loro mail hanno, per errore, nominato Android P rivelando che cosa significhi quella P.

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