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18 miliardi di ore acquistando app: lo stato del mercato mobile nel 2018

La famosa società di analisi AppAnnie ha pubblicato un lungo e dettagliato report che ci fornisce un chiaro quadro dello stato del mercato di app e giochi mobile. Ci sono tanti nomi e cifre che ci aspettavamo, ma anche qualche sorpresa: iniziamo subito sparando un po’ di numeri.

Nel 2018 sono stati effettuati 194 miliardi di download di app e giochi, che hanno portato ad una spesa complessiva di 101 miliardi di dollari: ogni utente ha passato in media tre ore al giorno davanti allo schermo e, un po’ a sorpresa, gli utenti più adulti (25 anni e più) passano molto più tempo a giocare allo smartphone rispetto ai giovani della Generazione Z (ossia i nati dopo il 2000). Per la precisione, gli adulti superano del 75% i ragazzi per ore mensili passate a giocare sui dispositivi mobili. What a time to be alive.

Negli ultimi due anni, il numero di app scaricate è cresciuto del 35% al livello globale e del 70% in Cina. Tuttavia, pur considerando che si parla di numeri infinitamente più bassi, la crescita più rapida è stata quella dell’India, che nel corso del 2018 ha avuto un balzo del 165% in termini di software scaricati.

Parlando di soldi, la Cina ha speso in app il 140% in più rispetto al 2016, arrivando a quasi 40 miliardi di dollari quest’anno: una cifra altissima, considerando anche che la spesa globale in app è stata di 101 miliardi di dollari nel 2018.

Ma cosa fa la gente allo smartphone? Stando a quanto rilevato da AppAnnie, un gran numero di ore vengono spese su Video Players & Editors che negli ultmi due anni sono cresiucti del 125%. Tra le categorie di app utilizzate per più tempo, seguono fotografia e intrattenimento.

In ogni caso, dal 2016 al 2018, il tempo impiegato usando le app mobile è aumentato del 50%: il paese in cui gli utenti passano più tempo allo smartphone è l’Indonesia, con una media di oltre 4 ore al giorno (statistiche basate solo su Android).

Ma quante app installano gli utenti, e quante ne usano davvero? Il numero più alto di app installate si trova in Corea del Sud, USA e Giappone, dove si superano le 100 app installate su ogni smartphone, mentre la Cina ha una media sorprendentemente bassa: poco più di 50 app su ogni device. In ogni caso, a prescindere dal numero di software presenti, sembra che in tutto il mondo gli utenti utilizzino attivamente più o meno lo stesso numero di software (tra 30 e 40).

A proposito di app, stupisce un po’ scoprire che – come accennato – i giovani della Generazione Z utilizzino molte più app che giochi, specialmente comparando i dati con gli adulti (25 anni e più). I ragazzi tra i 16 e i 24 anni passano il 30% in più del tempo utilizzando app rispetto agli utenti più grandi che, al contrario, superano del 75% i giovani in termini di ore mensili passate giocando allo smartphone.

Ma a cosa (e dove) giocano tutte queste persone? Secondo App Annie, nel 2018 i giochi hanno ottenuto il 74% dei ricavi degli store: in Cina c’è stata una crescita del 105% rispetto al 2016. Il paese asiatico è decisamente in cima alle classifiche, con circa 28 miliardi di dollari spesi; seguono Stati Uniti e Giappone.

Per quel che rigurda i giochi più fortunati, nel 2018 c’è stata l’esplosione dei Battle Royale (Fortnite e PUBG su tutti) che, come possiamo vedere dal grafico qua sotto, si sono spartiti le quote con i titoli definiti Hyper-Casual, ossia genericamente giochini semplici e immediati, con cui intrattenersi nei tempi morti.

Ma – videogiochi a parte – l’app in cui gli utenti spendono più soldi in abbonamenti è facilmente intuibile: è Netflix, ovviamente. Un po’ meno intuibile il resto della top5 del 2018, ossia Tinder, Tencent Video, iQIYI e Pandora Music.

Ma se Netflix è il campione di abbonamenti, l’app di video in streaming su cui gli utenti passano la maggior parte del loro tempo è sempre YouTube. La piattaforma di Google trionfa in tutti i paesi analizzati, eccetto la Cina (dove non è disponibile) in cui al primo posto si piazza Tencent Video. Interessante dare un’occhiata a come Amazon Prime Video stia lentamente scalando le classifiche: nonostante il servizio sia stato lanciato nella maggior parte del mondo solo nel 2016, è già ben piazzato in quasi tutte le top 5 dei paesi occidentali analizzati (eccetto la Francia)

Passando a parlare delle app di messaggistica e social network, in quasi tutto il mondo la fa da padrone WhatsApp (che a settembre di quest’anno ha superato Facebook per numero di utenti attivi ogni mese), ma con qualche interessante variazione: Snapchat risulta al primo posto per utenti mensili in Francia e USA (!). Nessuna grande sorpresa nel mercato asiatico: in Cina trionfa WeChat, in Giappone LINE e KakaoTalk domina in Corea del Sud.

Infine, concludiamo con una panoramica sulle app più utilizzate e scaricate al livello mondiale. A proposito, avreste mai detto che nel 2018 abbiamo passato 18 miliardi di ore (+45% rispetto al 2016) a fare shopping virtuale, tra App Store, Google Play e store Android di terze parti?

In ogni caso, la top 3 per numero di utenti mensili è composta dal trittico di proprietà di Mark Zuckerberg: Facebook, WhatsApp Messenger e Facebook Messenger (c’è anche Instagram, ma al quinto posto). Per quel che riguarda i giochi, invece, il più giocato è Anipop, seguito da Honour of Kings (noto in Italia come Arena of Valor) e l’intramontabile Candy Crush Saga.

Anche le app più scaricate sono le solite tre del social network blu (Facebook Messenger, Facebook e WhatsApp Messenger), ma gli altri nomi in classifica sono decisamente più interessanti: al 4° posto c’è Tik Tok, seguito da Instagram, UC Browser, SHAREit, Snapchat, Netflix e Spotify.

Per quel che riguara invece i giochi più scaricati di questo 2018, al primo posto troviamo Helix Jump della francese Voodoo, seguito da Subway Surfers e dall’immancabile PUBG Mobile.

Per saperne di più sul report di AppAnnie sullo stato delle app e giochi nel 2018, vi suggeriamo di sfogliare la galleria qui sotto, dove troverete qualche grafico in più oltre quelli riportati nel corpo dell’articolo. (altro…)

Facebook, un’emorragia di iscritti sta colpendo i gruppi: ecco il perché

Facebook sta creando diversi grattacapi agli amministratori dei gruppi che, attualmente, stanno subendo una vera e propria ”cura dimagrante”.

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Facebook LOL non è un pesce d’aprile anticipato, ma l’ennesimo progetto accalappiagiovani (foto)

Se WhatsApp è saldamente il servizio di messaggistica più utilizzato da utenti di tutte le età e Instagram ha fatto breccia nel cuore dei millennial, Facebook invece non se la passa altrettanto bene, soprattutto fra i più giovani. Nonostante gli ultimi tentativi di Zuckerberg & co. nel far rivalutare il social blu in chiave più giovanile possano dirsi falliti – chi si ricorda di Lasso, il rivale spuntato di TikTok? – Facebook non ha ancora intenzione di abdicare.

Ed ecco dunque Facebook LOL, il nuovo segretissimo progetto portato avanti dal colosso dei social network, che ha nel mirino proprio il grande pubblico dei giovani. Si tratta infatti di una piattaforma che racchiude un feed composto da video virali divertenti e GIF animate argute, organizzate in categorie del calibro di For You, Animals, Fails e Pranks. (altro…)

Facebook Messenger: in distribuzione la nuova interfaccia grafica

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Facebook Messenger: in arrivo un nuovo tema scuro

Facebook nelle scorse ore ha sviluppato una modalità tema scuro su Messenger, al momento in fase di test solo per alcuni utenti. A diffondere la notizia è stato Jane Manchun Wong tramite il proprio account Twitter rilasciando una serie d’informazioni relative alla nuova modalità.

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Facebook Messenger inizia ad intravedere il tema scuro, ma c’è ancora del lavoro da fare

Se c’è una tendenza che sta riscuotendo il consenso unanime degli utenti è quella dell’implementazione di un tema scuro nelle principali app mobile. Dopo Google, che si è fatta promotrice di rilancio di questo accorgimento – per controbilanciare il bianco imperante del nuovo Material Design – anche Facebook non vuole essere da meno e su Messenger per Android iniziano ad intravedersi i primi effetti.

Uno dei primi avvistamenti del tema scuro su Facebook Messenger è ad opera di Jane Manchun Wong, che su Twitter ha mostrato uno screenshot in cui l’app la informa del prossimo arrivo dell’acclamata funzione, lasciando però intendere che il suo rilascio definitivo non sia proprio dietro l’angolo. (altro…)

Cosa sta succedendo tra il New York Times e Facebook in merito alla presunta condivisione dei messaggi privati

Una recente inchiesta del The New York Times ha accusato Facebook di aver condiviso con Amazon, Spotify, Microsoft, Netflix ed altri vari dati personali degli utenti, a loro insaputa. Secondo quanto riportato dal Times, Microsoft poteva vedere i nomi di tutti gli amici di ciascun utente Facebook; Netflix e Spotify avrebbero avuto la possibilità di accedere anche ai messaggi privati; Amazon infine avrebbe ottenuto nomi (come Microsoft) e contatti.

Immediata è arrivata la replica di Facebook, sotto forma di secca smentita, in particolare in merito alla ipotetica condivisione dei messaggi. Essa si riferisce ad una vecchia funzione, che è stata disattivata circa 3 anni fa, e che consentiva agli utenti loggati su Spotify con Facebook di messaggiare i propri contatti su Messenger con il titolo del brano che stavano ascoltando. In modo analogo, su Netflix poteva essere condiviso il film in riproduzione; tutto direttamente dalle rispettive app di Spotify e Netflix. (altro…)

Facebook Messenger: arrivano i Boomerang, modalità selfie e gli sticker AR (foto)

Oggi Facebook Messenger prende un po’ da Instagram con il nuovo aggiornamento: arrivano i video Boomerang, la modalità selfie e gli sticker in realtà aumentata (AR).

Per chi non sappia di cosa si sta parlando, i video Boomerang sono praticamente delle gif che possono essere create mandando in loop un breve video (che viene riprodotto “normalmente” e poi riavvolto fino al primo fotogramma). La modalità selfie non farà miracoli, ma aggiungerà solamente un leggero blur allo sfondo. (altro…)

Un bug di Facebook permetteva ad app di terze parti di vedere le foto caricate ma non postate

Facebook e privacy” è un argomento delicato dal caso di Cambridge Analytica, e il recente bug della piattaforma ne ha risollevato la questione. Tra il 13 e il 25 settembre scorso, infatti, è rimasto attivo un bug delle Photo API di Facebook che permetteva agli sviluppatori di vedere le foto caricate sulla piattaforma ma mai condivise.

Di che foto parliamo? Si tratta di tutte quelle foto che vengono caricate sull’app di Facebook per la creazione di un post e che successivamente non vengono condivise a causa della cancellazione del post stesso. Non solo, ma il bug permetteva anche di ottenere le foto delle Storie e del marketplace. (altro…)

Instagram ruba un segreto del mestiere a Facebook? All’orizzonte la funzione ‘Accadde oggi’

A seguito dell’annus horribilis 2018 di Facebook, la scuderia di servizi social di Mark Zuckerberg ha visto Instagram rubare la scena come social network più acclamato ed influente del panorama mondiale. E presto potrebbe attingere proprio dal social blu una funzione molto apprezzata dagli utenti.

Si tratta di Accadde oggi, funzionalità da anni disponibile su Facebook, che consente agli utenti di tuffarsi nel passato e rivivere momenti significativi accaduti in quello stesso giorno degli anni precedenti. Una funzione tanto simpatica quanto semplice, che si presterebbe benissimo anche ad Instagram. (altro…)

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