La notizia arriva in esclusiva da T3: Google Pixel 4 potrebbe essere uno smartphone modulare completamente personalizzabile. Qualche mese fa Big G. ha depositato un brevetto piuttosto interessante relativo ad uno smartphone e ad una particolare tecnologia modulare che potrebbe essere applicata a qualsiasi dispositivo portatile, dagli smartphone ai tablet, fino ai wearable, i controller gaming, laptop e altri terminali elettronici.

Il protagonista del brevetto è comunque uno smartphone composto da 3 diversi moduli: il principale dotato di schermo e di altri componenti fondamentali quali batteria, SoC, sensori e altri componenti; un modulo di “upgrade” da collegare a quello principale; un terzo modulo che di fatto svolge il ruolo di alloggiamento per gli altri due.

Gli altri disegni inclusi nel brevetto lasciano intuire come i vari moduli si incastrino quasi a mo’ di blocchi LEGO. In ogni caso il tutto sembra sempre composto al più da 3 moduli: l’alloggiamento, il principale e l’eventuale blocco di miglioramento.

Tra i moduli fotografici che fanno la loro comparsa nel brevetto, ognuno includerebbe il suo processore di immagine permettendo di bypassare eventuali problemi legati all’hardware del modulo principale. Sarebbe quindi possibile aggiungere ad esempio fotocamere 3D anche piuttosto sofisticate senza preoccuparsi dell’hardware di cui dispone il modulo principale. Il modulo secondario potrebbe altrimenti essere uno schermo secondario, un’espansione di memoria, un controller per il gaming e così via.

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Anche l’alloggiamento stesso, quello che ospita il modulo principale e quello aggiuntivo, sarebbe una parte essenziale del progetto. Tra i vari disegni del brevetto si notano back cover di materiali e forme diverse, per rendere ad esempio lo smartphone rugged o estremamente elegante.

Nel brevetto si parla anche di come uno smartphone del genere cambierebbe le modalità di acquisto dei dispositivi mobili stessi. Ogni acquirente potrebbe personalizzare al massimo il proprio dispositivo acquistando separatamente l’unità base, il modulo di upgrade e l’alloggiamento, con dimensioni, forme e applicazioni di utilizzo diverse.

Un altro esempio prima di lasciarci. Tra gli esempi proposti da Google c’è ad esempio un modulo musicale con amplificatore integrato e una back cover che permetta una diffusione perfetta del suono. Potete osservare il modulo (Fig. 24) e l’esempio di back cover/alloggiamento (Fig. 25) nei disegni qui di seguito.

 

Insomma, un vero e proprio incrocio tra Project Ara e le Moto Mods degli smartphone Motorola. Incrocio sì, perché si abbandona la completa modularità che prevedeva Project Ara per sposare una soluzione che ne utilizza meno, un po’ alla stregua dei Moto Z che vantano un corpo principale e un retro dove collocare un singolo modulo. Come dite? Non vi ricordate cos’è Project Ara? Qui potete farvi un bel ripasso, nell’attesa che Google sveli qualcosa a riguardo di questo nuovo, “misterioso” progetto.

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