Una delle caratteristiche più interessanti del nuovo Redmi Note 7 è la dual-cam posteriore, che integra un sensore principale da ben 48 MP. A dispetto della risoluzione, non si tratta del Sony IMX586 visto su Huawei Nova 4, ma del nuovo Samsung ISOCELL Bright GM1, cosa che rende questo Note 7 uno dei primi smarphone al mondo sul quale provarlo.

Per la precisione, il sensore ha una dimensione totale di mezzo pollice ed utilizza la tecnologia Samsung Tetracell, che combina 4 pixel in 1, ottenendo un super pixel da 1,6 µm. Ciò permette di abbassare la risoluzione degli scatti ottenuti a “soli” 12 MP, ottenendo però immagini molto più luminose e ricche di dettagli.

L’interesse per capire la qualità fotografica dello smartphone e del sensore è certamente molto alto, per questo sono già spuntati in rete alcuni scatti realizzati con Redmi Note 7. Si tratta di foto scattate in diverse condizioni di luce, con un confronto diretto tra la modalità normale con AI attivata (foto a 12 MP) e quella pro che può utilizzare tutti i pixel (foto a 48 MP).

Come ci si poteva attendere, le foto più interessanti sono quelle in notturna: l’uso della fusione dei pixel in questo caso è determinante, perché riesce ad assicurare foto più luminose, riducendo molto il rumore digitale. Molto buono anche l’effetto sfocatura, garantito dal supporto AI.

LEGGI ANCHE: Xiaomi punta tutto su smartphone e AIoT

Nel complesso, si può dire che le prestazioni della fotocamera e del dispositivo sembrano ottime, soprattutto per quanto riguarda la sua fascia di prezzo, quella dei dispositivi entry-level. Qui di seguito trovate tante altre immagini che possono darvi una panoramica sulle capacità di Redmi Note 7 e sulla bontà del suo sensore.

L'articolo La dual-cam da 48 MP di Redmi Note 7 alla prova dei fatti: ecco come scatta (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.